Nel 2025, in Italia il 22,6% della popolazione, ovvero oltre 13 milioni di persone, rischia povertà o esclusione sociale, con un lieve calo rispetto al 23,1% del 2024. L’Istat evidenzia segnali positivi nelle condizioni di vita, trainati da una quota stabile di individui a rischio povertà (18,6% contro 18,9%), dal calo di chi vive in famiglie a bassa intensità lavorativa (8,2% da 9,2%) e da un lieve aumento della grave deprivazione materiale (5,2% da 4,6%).
Le disparità familiari persistono: il rischio è minimo per le coppie senza figli, specie quelle giovani sotto i 65 anni (16%), e massimo per monogenitori (31,6%), coppie con tre o più figli (30,6%) e single (28,6% sotto i 65 anni, 29,6% oltre).
Il progresso è netto per le famiglie numerose, che passano dal 34,8% al 30,6% grazie a sostegni più generosi, anche se resta critica la conciliazione tra lavoro e cure, con un lieve aumento della bassa intensità lavorativa in questi nuclei.


