Secondo Federconsumatori, il caro vita sta pesando sulle famiglie riminesi per oltre 1.300 euro l’anno. A maggio l’inflazione a Rimini si è attestata al +3,6%, con una spinta arrivata soprattutto dall’energia, salita del 5,1%.
Resta stabile il carrello della spesa alimentare, fermo al +2,5%, ma aumentano in modo marcato anche trasporti (+4,9%), servizi di ristorazione e alloggio (+5,5%), servizi finanziari e assicurativi (+4,5%) e assistenza alla persona e protezione sociale (+4,1%).
Federconsumatori Rimini avverte che la dinamica dei prezzi rischia di consolidarsi e chiede interventi immediati per contenere l’impatto sui bilanci familiari e contrastare le speculazioni lungo le filiere.
Tra le misure indicate dall’associazione figurano un taglio più deciso e duraturo delle accise sui carburanti, una rimodulazione anche temporanea dell’Iva sui beni essenziali, il disaccoppiamento tra il prezzo dell’energia elettrica e quello del gas e un bonus energia più ampio e più consistente.
L’organizzazione sollecita inoltre la creazione di un fondo contro la povertà energetica e alimentare, la riforma degli oneri di sistema con lo spostamento di una parte sulla fiscalità generale, controlli più severi contro le speculazioni e una tassazione adeguata degli extraprofitti delle aziende energetiche.


