In apertura della requisitoria in Corte d’Assise, il pubblico ministero Daniele Paci ha descritto Pierina Paganelli come una donna energica, affettuosa e centrale per la sua famiglia, sottolineando che non aveva nemici e non meritava di morire in quelle condizioni. La vittima, ha detto il magistrato, fu uccisa in un clima di terrore, mentre le sue urla sarebbero state per l’accusa la spinta decisiva per arrivare alla ricostruzione del delitto.
Davanti ai giurati popolari, Paci ha richiamato il principio della prova oltre ogni ragionevole dubbio, ribadendo l’impostazione garantista del processo. Allo stesso tempo, ha sostenuto che gli elementi raccolti convergerebbero tutti su Louis Dassilva, imputato per l’omicidio della 78enne assassinata con 29 coltellate la sera del 3 ottobre 2023 nel garage di via del Ciclamino, a Rimini.
Secondo la Procura, il movente va ricercato nel timore che la moglie di Dassilva potesse scoprire la relazione extraconiugale con Manuela Bianchi. Per il pm, l’imputato avrebbe agito per non perdere la vita costruita in Italia dopo un percorso segnato dal deserto del Mali e dalle torture subite nelle carceri libiche, oltre che per proteggere la famiglia mantenuta in Senegal. Se la verità fosse emersa, ha sostenuto l’accusa, avrebbe perso tutto.
La requisitoria proseguirà nel pomeriggio e potrebbe concludersi con una richiesta di ergastolo. A seguire prenderanno la parola le difese e le parti civili.


