Dalla morte di Umberto Eco sono passati dieci anni, ma la sua presenza culturale resta intatta. Il suo lascito vive nel Centro internazionale di studi umanistici, dove continuano a circolare libri, opere, testi antichi e materiali preziosi oggi resi accessibili a tutti.
Eco rimane una figura centrale non solo come scrittore e semiologo, ma anche come bibliofilo, divulgatore e intellettuale capace di muoversi tra erudizione e ironia. Il suo rapporto con i libri, intesi come memoria viva e “vegetale”, racconta bene il suo modo di intendere la conoscenza: un intreccio continuo tra vero e falso, tra ricerca e gioco, tra rigore e invenzione.
Nel ricordo di Eco restano anche i suoi “folli letterari”, personaggi e lettori ideali che riflettono la sua passione per la letteratura come spazio libero e complesso. A custodirne l’eredità ci sono anche Stefano e Carlotta, alla guida della fondazione editoriale di famiglia, che prosegue il lavoro di valorizzazione del suo patrimonio intellettuale.


