La scuola sudcoreana è già un modello consolidato a livello internazionale, capace di esportare autori, talenti e produzioni di successo. In questo solco si inserisce Na Hong-jin, regista abituato all’horror e qui alla guida di un progetto da 50 milioni di dollari che riunisce interpreti coreani e occidentali, tra cui Michael Fassbender, Alicia Vikander e Taylor Russell.
HOPE è una storia pensata in tre parti e ambientata a Hope Harbor, in una zona neutra al confine tra Corea del Nord e Corea del Sud. La vicenda prende forma in un villaggio di montagna colpito dalle fiamme e abitato soprattutto da anziani, dove l’incubo può assumere il volto di una tigre assassina oppure di una invasione di mostri umanoidi.
La lunga sequenza iniziale, centrata su una caccia organizzata dalla polizia, occupa quasi un’ora su una durata complessiva di 2 ore e 40 minuti. Il racconto alterna suspense, emozione e humor nero, mentre il tema dominante resta la sopravvivenza: chi insegue la preda può diventare a sua volta vittima di un predatore più forte.


