Le nuove previsioni della Commissione europea rimettono l’Italia sotto i riflettori, con una crescita indicata come la più bassa dell’Unione nel 2027. Un quadro che alimenta il dibattito politico interno proprio mentre il governo cerca margini di flessibilità a Bruxelles per fronteggiare gli effetti della crisi energetica legata alla guerra in Iran.
Secondo il giornalista economico Gian Maria De Francesco, l’attenzione alle regole europee ha ridotto gli spazi di manovra dell’esecutivo, costringendolo a concentrare le risorse sui redditi più bassi e rinviando interventi come il taglio dell’Irpef per il ceto medio. La premier avrebbe chiesto all’Unione europea di considerare la crisi del Golfo come un elemento straordinario per attivare la clausola di salvaguardia, ma al momento la risposta di Bruxelles è negativa.
Per De Francesco, l’Italia è chiamata a fare i conti con risorse limitate, oltre a un peso rilevante degli interessi sul debito e degli oneri ancora legati al Superbonus. Sullo sfondo resta anche la necessità di aumentare la spesa per la difesa, in una fase in cui gli Stati Uniti stanno ridimensionando il proprio impegno sul fronte europeo.
In questo scenario si inseriscono le parole di Matteo Salvini, che nei giorni scorsi ha aperto per la prima volta all’ipotesi di elezioni anticipate. Una riflessione che, secondo il vicepremier, sarebbe legata alla difficoltà di governare in assenza di margini finanziari sufficienti. Salvini ha anche sottolineato le difficoltà del centrodestra con l’attuale legge elettorale, soprattutto nei collegi del Sud, dove un’eventuale intesa tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle potrebbe risultare competitiva.
Da qui la proposta, rilanciata soprattutto da Fratelli d’Italia, di superare i collegi uninominali con un sistema proporzionale nazionale e premio di maggioranza, per ridurre il rischio di uno svantaggio nei territori più contesi.


