Un patrimonio del valore di oltre 16 milioni di euro è stato congelato nell’ambito di una complessa operazione contro il narcotraffico coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna. Il provvedimento ha colpito 23 immobili, due terreni, nove automobili, tre motocicli, orologi, monete da collezione e 321mila euro in contanti, ritenuti provento di attività illecite.
La Guardia di Finanza di Rimini ha eseguito 15 ordinanze di custodia cautelare in carcere, chiudendo il cerchio attorno a un’associazione criminale capace di immettere sul mercato oltre 54 chili di cocaina in soli dodici mesi. Il sodalizio, che riforniva le piazze di spaccio di Rimini e delle zone limitrofe, operava avvalendosi di telefoni criptati, documenti contraffatti e veicoli con doppi fondi. Tra le tecniche di occultamento scoperte dagli inquirenti, spiccano i quattro chili di droga rinvenuti nello scafo di una nave cargo al porto di Ravenna, sette chili nascosti in un frigorifero e due in un’intercapedine ricavata all’interno di un’auto.
Complessivamente, l’inchiesta vede 35 persone indagate per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio. A queste si aggiungono altri sei soggetti, accusati di aver gestito il riciclaggio e il reinvestimento del denaro sporco in attività legate all’usura, alla ricettazione e al trasferimento fraudolento di valori. La brillante operazione, che ha già portato tra gennaio e agosto 2025 al sequestro di 13 chili di stupefacente e all’arresto in flagranza di tre corrieri, ha visto la collaborazione dei comandi della Guardia di Finanza di Bologna, Foggia, Forlì-Cesena, L’Aquila, Ravenna e Verona, insieme allo SCICO.


