Legge sulla Famiglia, dati impietosi: da 331 nascite nel 2011 a circa cento nel 2026

San Marino RTV
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Nel 2011 a San Marino nascevano 331 bambini, mentre nel 2026 la soglia dei cento appare un miraggio. Questi dati allarmanti hanno acceso il dibattito in Commissione sulla nuova legge per sostenere famiglia e natalità.

Miriam Farinelli, ostetrica e consigliere, ha descritto la crisi con parole incisive: la natalità misura la speranza di un popolo. Dal 2016 il saldo naturale tra nascite e morti è negativo, con un -173 nel 2025 e previsioni peggiori per quest’anno.

Unanimità sulla diagnosi, divisioni sulla terapia. Emanuele Santi di RETE critica i bonus bebè come aspirina per un malato terminale, se non si affrontano casa, stipendi e precariato. Con affitti a 900 euro per 60 metri quadri e stipendi medi a 2.000, un trentenne rinuncia alla famiglia. Propone tasse su immobili sfitti – oltre 2.400 tenuti fuori mercato –, scala mobile salariale e contratti a tempo determinato ridotti a 12 mesi.

Gaetano Troina estende l’attenzione ai lavoratori autonomi: una madre libero professionista che pausa l’attività per un anno rischia il fallimento. Chiede più aiuti post-parto, inclusi psicologici, contro la depressione.

Matteo Casali di RF attacca il metodo: si procede a strappi, senza cabina di regia né fondi per un questionario sulla denatalità. L’opposizione è stata esclusa, nonostante le promesse. Rivendica: parlare con noi significa consultare una fetta di popolazione. Conclude con un appello: nessun carriera vale il sorriso di un figlio.

Stefano Canti difende i confronti con sindacati e categorie, precisando che la legge non è un punto d’arrivo. Paolo Crescentini di PSD cita la Svezia come modello, pur notando il suo basso debito pubblico. Andrea Ugolini di PDCS valorizza la figura del caregiver familiare.

Il testo passa all’esame articolo per articolo. Resta aperta la domanda: quante leggi serviranno ancora per invertire il declino?

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