Le interviste di Severini. Il coraggio della visione contro la gestione del potere. A colloquio con Fabio Righi, Domani Motus-Liberi

GiornaleSM
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A due anni dall’uscita dal governo, Fabio Righi, leader di Domani Motus Liberi ed ex Segretario di Stato per l’Industria, torna a parlare con un’intervista tagliente che denuncia uno stallo politico a San Marino.

Righi descrive una Repubblica senza direzione strategica, dominata da logiche di potere che privilegiano poltrone e burocrazia rispetto alla crescita economica. Punta il dito contro la Democrazia Cristiana, accusata di usare l’integrazione europea come spot elettorale anziché come leva per il futuro.

Critica aspramente la gestione dell’ISS, con promozioni sospette che rafforzano il controllo politico sui cittadini, e solleva ombre su scandali come il DES e il caso dei Bulgari, simbolo di un sistema opaco.

Sull’Europa, Righi non è contro l’Accordo di Associazione in sé, ma contro una negoziazione debole e improvvisata, che rischia di vincolare San Marino senza preservarne la competitività storica.

“Mi manca incidere sul futuro del Paese, non il sabotaggio di certe forze”, dice, lamentando l’immobilismo attuale e invitando i sammarinesi a reagire al disinteresse.

Non crede in fronti del “no”, ma in un “sì” allo sviluppo pragmatico, con immigrazione regolata e identità intatta. Dubita della longevità del governo Beccari, fragile e scandalo dopo scandalo.

Per il suo movimento, vede spazi di crescita: “San Marino merita visione, non il piatto di lenticchie della conservazione”.

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