La nuova legge sul territorio cambia passo: San Marino punta sulla pianificazione

GiornaleSM
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La Repubblica di San Marino approda a una nuova stagione di pianificazione territoriale. La bozza di legge sulla pianificazione strategica segna un cambio di paradigma rispetto alla tradizione urbanistica sammarinese: il territorio non è più uno spazio da regolare secondo logiche frammentarie, ma un bene comune da governare in modo coerente e complessivo.

La norma definisce il governo del territorio come l’insieme delle attività volte a indirizzare, pianificare e programmare usi e trasformazioni del suolo nel rispetto degli interessi collettivi, della sostenibilità e della qualità della vita delle generazioni presenti e future. Non è una semplice definizione tecnica, ma l’assunzione del territorio come questione pubblica complessa, che supera la logica della sommatoria di pratiche edilizie.

Gli obiettivi strategici sono espliciti: sicurezza idrogeologica, rigenerazione dei tessuti urbani, efficienza energetica e idrica, valorizzazione del patrimonio ambientale e storico, contenimento del consumo di suolo, riequilibrio dei servizi pubblici e attrattività economica. Una cornice che integra ambiente, mobilità sostenibile e infrastrutture sociali.

Elemento decisivo della riforma è l’inserimento della questione abitativa nel cuore della pianificazione: co-housing, alloggi collettivi per studenti fuori sede e interventi per le comunità abitative diventano assi portanti della strategia territoriale. La legge orienta lo sviluppo anche verso la coesione sociale, il contrasto all’isolamento e il ripopolamento dei Castelli periferici.

Il piano territoriale esce così dalla logica della modifica puntuale per costruire un sistema che tiene insieme ambiente, servizi, mobilità, rigenerazione urbana e politiche abitative. Una sfida che misura il valore politico della riforma sulla capacità di orientare la qualità dello sviluppo del Paese.

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