Incubo a Rimini: genitori perseguitano la figlia e il fidanzato per la scelta del compagno non musulmano

REDAZIONE
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Vivere con il proprio fidanzato si è trasformato in un incubo per una giovane riminese di 20 anni, costretta a rivolgersi alle autorità per sfuggire alla pressione ossessiva dei genitori. La coppia, un uomo di 44 anni e una donna di 47 di origine macedone, è ora sotto indagine per atti persecutori e minacce dopo che la Procura, con il coordinamento del sostituto procuratore Davide Ercolani, ha fatto luce su una condotta basata sul rifiuto categorico della relazione della ragazza con un coetaneo non musulmano.

Il conflitto è degenerato nel mese di maggio, quando i genitori sono riusciti a introdursi nel condominio dove i due ragazzi convivevano, obbligandoli a barricarsi all’interno dell’abitazione per paura. La figlia aveva deciso di allontanarsi dal nucleo familiare proprio per sottrarsi ai rigidi precetti religiosi imposti dai genitori.

Dopo la denuncia presentata dai due giovani, sono finiti al vaglio degli inquirenti messaggi dal tenore minaccioso come “posso trovarti anche se vai sulla luna” e “se non torni a casa avrai una vita infernale”. Oltre al procedimento penale, la ragazza ha richiesto al Questore un ammonimento, allegando come prova documentale uno scatto che ritrae il padre appostato in strada, proprio sotto il palazzo dove risiedeva con il fidanzato.

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