In un contesto internazionale segnato da conflitti e tensioni, San Marino deve riaffermare il proprio ruolo di piccolo Stato capace di pesare per i propri principi, non per la forza militare o economica.
La tradizione sammarinese, fondata su neutralità, equilibrio e dialogo, rappresenta un patrimonio da difendere e rilanciare con scelte coerenti, condivise e orientate alla pace e al diritto internazionale.
Secondo Motus Liberi, la politica estera non può essere gestita in modo unilaterale né ridotta a decisioni prese dalla sola maggioranza, soprattutto quando in gioco ci sono la sovranità, l’identità del Paese e le ricadute economiche e diplomatiche sul territorio.
Per questo il movimento chiede che le questioni di politica estera e di sicurezza tornino al centro del confronto nel Consiglio Grande e Generale, con il coinvolgimento delle forze politiche e della società civile.
Nel mirino anche il governo, accusato di scarsa capacità gestionale, in particolare sul dossier dell’Accordo di associazione con l’Unione europea.
Motus Liberi sostiene che San Marino debba continuare a usare il proprio ruolo nelle sedi internazionali per promuovere diritti umani, lotta al terrorismo e cooperazione fiscale, senza rinunciare alla propria sovranità.


