De Laurentiis, il “peso” della Federcalcio di San Marino e i debiti di Apple: lezione di arroganza cinematografica… In off-side!

GiornaleSM
By
2 Min Read

Aurelio De Laurentiis, il patron del Napoli noto come “Don Aurelio”, ha scatenato polemiche con un’intervista al New York Times in cui contesta il peso del voto della Federcalcio di San Marino, equiparandolo a un’anomalia rispetto a quello dell’Italia.

Per il produttore cinematografico diventato presidente di club, il sistema Uefa penalizza i grandi paesi favorendo piccole realtà sotto i 50mila abitanti, che non generano tifosi né share televisivi.

De Laurentiis invoca una riforma basata su risultati e solidità finanziaria, ma l’argomentazione si ritorce contro: Apple, leader mondiale, accumula debiti oltre i 100 miliardi di dollari senza perdere prestigio, mentre lo stadio da 50mila posti del Napoli non garantisce trofei.

Il paradosso emerge dai fatti recenti: l’Italia, eliminata dal Mondiale per la terza volta consecutiva contro la Bosnia, condivide con San Marino la tradizione di guardare le partite dal divano, a differenza di Uzbekistan, Haiti o Panama qualificate al torneo a 48 squadre.

San Marino rappresenta dignità contro l’ipocrisia di chi, non vincendo sul campo, vuole riscrivere le regole come in un copione hollywoodiano.

Qui dal Titano, dove gli ultras si chiamano “Mai Una Gioia” e vivono il calcio con passione autentica, il voto di un piccolo Stato conta quanto quello di un gigante in crisi. Il prato verde non si piega ai conti in banca.

Leggi l’articolo intero

Share This Article