Caso Bulgaro. E se decidesse la Germania? Il filone che può ribaltare tutto … di Marco Severini

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Un capitolo cruciale del decreto di rinvio a giudizio depositato il 15 giugno riguarda l’unico capo non archiviato: il riciclaggio dei fondi depositati da San Marino Group, trasferiti dal gruppo Starcom di Assen Christov. L’istruttoria prosegue in attesa di un riscontro fondamentale che non dipende da San Marino, ma dalla Germania.

Il decreto ha stralciato il filone in un nuovo fascicolo perché l’ipotesi di riciclaggio collega la provenienza dei fondi a procedimenti penali aperti dall’autorità giudiziaria tedesca e rumena. San Marino ha già attivato rogatorie internazionali: è arrivato un primo riscontro parziale dall’autorità romena e uno da quella bulgara, ma il riscontro tedesco, che ha preso in carico la richiesta di collaborazione, è ancora in attesa.

Il riciclaggio, per esistere come reato, richiede un reato presupposto a monte. Nel caso San Marino Group, questo è legato alle vicende della banca tedesca Varengold (oggi Ascory Bank). Se le autorità tedeschi chiuderanno la posizione senza ravvisare alcun illecito, verrà a mancare il fondamento dell’ipotesi di riciclaggio anche a San Marino. Di conseguenza, caderà la base del sequestro e i fondi dovrebbero essere svincolati e restituiti.

In tale scenario, Christov, che ha sempre sostenuto la pulizia del suo denaro, potrebbe usare la restituzione come prova della sua ragione, stemperando la controversia e riducendo la spinta di un eventuale arbitrato internazionale ICSID. Questo potrebbe sbloccare anche l’accordo di associazione con l’Unione Europea, su cui la Bulgaria ha esercitato pressioni.

Tuttavia, questo sviluppo avrebbe un costo per le due autorità sammarinesi che hanno fermato l’operazione: la Banca Centrale, che ha negato l’acquisizione della maggioranza di BSM, e l’Agenzia di Informazione Finanziaria, che ha segnalato l’ipotesi di riciclaggio. Le loro decisioni potrebbero essere presentate come errori o eccessi di zelo, aumentando la narrazione di un’accanimento istituzionale.

Attenzione a non confondere i piani: anche se la Germania archivia il riciclaggio, restano in piedi i capi di processo già fissati: la tangente di 500.000 euro, il tradimento di ECF, il piano parallelo e la minaccia alle istituzioni. Questi reati, basati su intercettazioni e documenti raccolti a San Marino, sono autonomi e indipendenti dal fascicolo tedesco.

La partita più delicata si gioca oggi a Berlino. Il riscontro tedesco determinerà se i fondi tornano a Christov, se il sequestro regge e se la narrazione della “cricca” troverà appiglio. Servirà ricordare che il riciclaggio è solo un capitolo: il piano per piegare una Repubblica è già a processo. Progetto e scrittura: Marco Severini.

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