Cade il Grand Hotel di Riccione: sequestro da 29 milioni e blitz della Guardia di Finanza

REDAZIONE
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Le operazioni di sgombero hanno colto di sorpresa la quindicina di turisti presenti nella Torre 900, costretti a lasciare immediatamente la struttura su ordine dei militari. Il Grand Hotel di Riccione è stato sottoposto a sequestro preventivo d’urgenza dalla Guardia di Finanza di Rimini, che ha blindato anche il ‘Deja Vù’, il ‘Paco Beach’ e la piadineria ‘Oasi’, mentre l’area di sosta antistante è passata in gestione temporanea al Comune.

L’inchiesta, che ha coinvolto anche i ‘cash dog’ per il ritrovamento di 5.800 euro in contanti durante le perquisizioni tra Milano e Bari, punta al cuore della Marebello Spa, fallita nel 2023. Secondo la Procura, si sarebbe orchestrato un complesso schema di scatole societarie, subaffitti e prestanome per svuotare le casse a danno dei creditori invece di liquidare il complesso. Sono sei gli indagati, tra cui lo storico patron Gianni Andreatta, accusati a vario titolo di bancarotta fraudolenta, preferenziale e false comunicazioni sociali.

Gli avvocati di Andreatta, Stefano Caroli e Annamaria Putignano, respingono le accuse definendo l’azione una “manovra speculativa” alimentata da crediti inesistenti e una stima al ribasso del valore immobiliare. Nonostante il sequestro dei beni per un valore complessivo di 29 milioni di euro, l’iter procedurale prosegue: il prossimo 23 settembre resta confermata l’asta, con una base di partenza fissata a quasi 25 milioni.

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