Bocciatura nomina, RF: “San Marino 2026 ha tratti simili all’Ungheria di Vicktor Orban”

Libertas
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La maggioranza consiliare ha bloccato la nomina di Andrea Zafferani come membro dell’Autorità garante per la privacy, designato da Repubblica Futura, esercitando il proprio potere di veto in modo singolare.

Il movimento di opposizione denuncia un ostracismo immotivato, sottolineando come figure come Marina Lazzarini, Loris Francini, Marco Nicolini, Antonello Bacciocchi, Reves Salvatori, Pasquale Valentini e lo stesso Zafferani condividano un passato di rilievo istituzionale: ex Capitani Reggenti, Segretari di Stato e consiglieri, ora disponibili a servire lo Stato con la loro esperienza.

Repubblica Futura ammette che tali personalità abbiano legami politici, ma rileva l’assenza di norme che lo vietino, salvo casi specifici, rendendo inspiegabile il rifiuto della maggioranza.

La decisione appare allineata a pressioni di un sito estero, sostenitore del governo e finanziato con fondi pubblici, noto per attacchi personali contro Zafferani e l’avvocata Patrizia Gigante, vicina al movimento.

Si viola così un gentlemen’s agreement sulle nomine condivise, con metodi che evocano sospetti, minacce e screditamento preventivo, simili a modelli autoritari come l’Ungheria di Viktor Orbán.

Nessun criterio oggettivo è stato applicato per valutare autonomia e professionalità, a differenza di altre nomine come quella di Annalisa Andreani alla presidenza dei Giochi del Titano o del Segretario Particolare di Montegrimano, ignorando persino un progetto di legge presentato da Repubblica Futura.

Le istituzioni, per la maggioranza, diventano un’arena per annientare avversari, controllare snodi sensibili dello Stato e placare basi esterne, calpestando il rispetto per la minoranza.

Un richiamo va alla sinistra riformista, alleata di governo: distinguersi dal PD

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