A 82 anni dalla morte Rimini ricorda Silvano Cenci, giovane partigiano gappista

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Rimini ha commemorato l’81° anniversario della morte del partigiano Silvio Cenci con una sobria cerimonia svoltasi ieri pomeriggio all’Arco d’Augusto, esattamente sul luogo dove il giovane cadde il 10 maggio 1944.

Cenci, diciannovenne membro della 29ª Brigata GAP “Sozzi”, era diretto verso i partigiani dell’Appennino tosco-romagnolo. Lui e il compagno diciottenne Ivo Lotti, tornati in bicicletta a San Lorenzo in Correggiano dopo aver dormito nei pagliai per eludere i controlli, furono fermati da due militi fascisti.

Senza documenti, i giovani tentarono la fuga approfittando di una distrazione dei fascisti. Lotti riuscì a scappare pedalando via, ma Cenci si impigliò con i calzoni nella bicicletta da bersagliere sottratta ai militi. I colpi lo colpirono a morte sul posto, dove ora sorge il cippo commemorativo.

Alla cerimonia hanno partecipato cittadini, iscritti ANPI e rappresentanti istituzionali. Presenti l’assessora comunale Francesca Mattei e Andrea Caputo, presidente ANPI Rimini. Emozionanti le testimonianze della nipote di Cenci e della figlia di Lotti, che hanno reso vivo il ricordo delle famiglie segnate da quella notte.

Al termine, Caputo ha letto una poesia scritta dal padre di Silvio. È seguita la deposizione di 19 garofani sul cippo, uno per ogni anno di vita del partigiano.

“Il cippo non è solo una pietra con un nome inciso – ha sottolineato Mattei – è il punto in cui la città fa i conti con la sua storia. La Resistenza riminese ebbe volti giovanissimi come quello di Cenci, e questa cerimonia rinnova l’impegno a preservarne la memoria”.

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