L’opposizione critica duramente il progetto di legge costituzionale depositato dalla maggioranza per istituire una commissione d’inchiesta sul “piano parallelo” e sulla vendita di quote della Banca di San Marino, definendolo un’operazione di copertura politica più che un’indagine genuina.
I tre capigruppi di opposizione contestano i tempi previsti dal provvedimento della maggioranza, che prevede l’attivazione della commissione solo dopo la conclusione dei procedimenti penali in corso. Secondo le forze di opposizione, questo rappresenta un tentativo di rinviare indefinitamente l’accertamento delle responsabilità politiche e amministrative, permettendo ai soggetti coinvolti di sfuggire al controllo parlamentare durante le fasi più critiche delle indagini giudiziarie.
L’opposizione sottolinea come il suo progetto di legge, depositato un mese prima, preveda l’avvio immediato della commissione con una struttura in due fasi, consentendo un’indagine parallela e complementare a quella giudiziaria senza interferenze. A loro avviso, questa è l’unica modalità per fare luce sulla catena di decisioni politiche che ha portato all’acquisto delle quote bancarie da parte della San Marino Group e agli eventuali coinvolgimenti di esponenti istituzionali nel “piano parallelo”.
I rappresentanti dell’opposizione denunciano inoltre la mancanza di trasparenza della maggioranza sulla gestione della vicenda e l’assenza di condivisione informativa con le forze di minoranza, nonostante la gravità delle questioni in gioco riguardanti la sicurezza nazionale e il percorso dell’Europa.


