Affare bulgaro, l’opposizione critica il mancato coinvolgimento del Consiglio

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L’opposizione sammarinese accusa il Governo di opacità nella gestione dell’affare bulgaro, legato al tentativo fallito di acquisizione della Banca di San Marino da parte della holding Starcom.

Le forze di minoranza, riunite in conferenza stampa, denunciano il mancato coinvolgimento del Consiglio Grande e Generale in una vicenda che minaccia la stabilità finanziaria e il percorso verso l’associazione con l’Ue.

Emanuele Santi di RETE e Nicola Renzi di Repubblica Futura spingono per una commissione d’inchiesta urgente, depositata un mese fa, per verificare procedure, controlli e ingressi di soggetti sospetti nel Paese.

Alessandro Rossi di DEMOS critica la scarsa abilità governativa, ricordando emendamenti opachi che hanno allentato vincoli sulle quote bancarie delle fondazioni.

Il Congresso di Stato e la Banca Centrale si sono costituiti parte civile, smentendo delegittimazioni e falsità diffuse da San Marino Group, versione locale di Starcom.

Banca Centrale respinge accuse di favoritismi, confermando obiezioni già formalizzate nel 2025 sul requisito reputazionale degli investitori bulgari.

Repubblica Futura solleva dubbi su chi abbia introdotto i bulgari a San Marino e reclama parità di accesso alle informazioni per tutte le forze politiche.

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