A Roma, nel quartiere Primavalle, una baby gang tutta italiana è finita a processo per una serie di reati gravissimi.
Undici gli indagati, tra cui sei minorenni, con il 19enne Mirko Mezzaroma a capo del gruppo.
Le accuse spaziano dalla tortura al sequestro di persona, estorsioni e un atto dinamitardo che ha danneggiato una palazzina Ater.
Le violenze, motivate da debiti di droga e ripicche personali, si consumavano in un garage a Massimina.
Le vittime, spesso adolescenti, subivano percosse con pugni, spranghe e acqua bollente, bendate e legate a sedie.
I carnefici filmavano tutto con i cellulari, estorcendo riscatti fino a 37mila euro alle famiglie.
L’inchiesta, partita da un arresto in flagranza per stupefacenti a marzo, è condotta dai carabinieri di Trastevere.
Sei maggiorenni sono in carcere, due minori in istituti penali e tre in comunità.
Elementi indiziari puntano anche su mandanti ed esecutori dell’esplosione del 30 giugno in via Calcagnini.


