L’Istituto per la Sicurezza Sociale di San Marino affronta un aumento dei costi del 20% per pulizie e medicinali, passati da 16 a 21 milioni di euro, mentre i servizi essenziali arrancano.
La spesa sanitaria, per il 70% assorbita da personale e farmaci, richiede efficientamenti urgenti, con tagli del 10% alle consulenze mediche che hanno ridotto i costi da 2,2 a 1,6 milioni senza fughe di cervelli.
Repubblica Futura critica i tagli, lamentando rischi per professionalità e qualità, ma l’ISS replica sottolineando l’incoerenza politica e un sistema tra i primi tre in Europa secondo l’OMS.
In Commissione Consiliare IV emerge la necessità di razionalizzare risorse umane e forfait verso l’Italia, pari a 6 milioni per frontalieri, con focus su liste d’attesa e libera professione.
La maggioranza approva un ordine del giorno per aggiornare il fabbisogno ISS, digitalizzare servizi e potenziare hospice e posti letto, puntando a sostenibilità senza intaccare l’universalità.


