Calano le serrande sul ristorante Diana nel cuore di Viale Ceccarini. Dopo oltre due decenni, i titolari Claudio e lo staff hanno ufficializzato il termine dell’attività, affidando ai social un messaggio intriso di amarezza per il cambiamento radicale subito dal ‘salotto’ di Riccione.
“Dentro questo locale non ci sono stati soltanto tavoli, piatti e servizio. Ci sono 26 anni di lavoro, sacrifici, soddisfazioni, incontri e amicizie. Ci sono generazioni di clienti che abbiamo visto tornare, estate dopo estate, e persone che negli anni sono diventate parte della nostra storia”, scrivono i proprietari, rivendicando con orgoglio il contributo dato all’immagine della città.
La riflessione dei gestori si sposta tuttavia sulla gestione del territorio: “Un salotto, per rimanere tale, va curato. Va tutelato. Va fatto vivere”. Secondo il Diana, le condizioni per le imprese sono peggiorate a causa di un turismo mutato e di una mancanza di visione politica: “Quando attività storiche abbassano le serrande una dopo l’altra, forse qualche domanda è giusto farsela”.
L’addio si chiude con un appello rivolto alle istituzioni: “Siamo orgogliosi di aver fatto parte di quella Riccione che per tanti anni è stata sinonimo di accoglienza, eleganza, turismo e qualità”, ma l’auspicio resta quello che “chi ha la responsabilità di immaginare il futuro” della città torni finalmente ad ascoltare chi la vive quotidianamente.


