Moria di molluschi in Romagna: emergenza produzione tra siccità e temperature record

REDAZIONE
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Il comparto della molluschicoltura in Romagna affronta una crisi senza precedenti. Le anomalie termiche dell’estate 2026, aggravate dalla presenza di mucillagini, hanno decimato gli allevamenti di cozze lungo la costa, con perdite medie che oscillano tra il 60 e il 70%, raggiungendo picchi drammatici del 100% in alcuni impianti. A lanciare l’allarme sono Legacoop e Federcoop, che denunciano una situazione di estrema vulnerabilità dell’ecosistema marino.

La crisi non risparmia nemmeno le vongole (Chamelea gallina). Manuel Guidotti, presidente del Consorzio Gestione Molluschi di Ravenna, ha sottolineato l’inefficacia del fermo pesca precauzionale disposto a luglio: “Alla riapertura della pesca, nei primi giorni di agosto, tale crescita non è tuttavia risultata sufficiente e le aree effettivamente pescabili sono rimaste molto limitate. Purtroppo in questi giorni si è tornata a manifestare una morìa di vongole che peggiora notevolmente il quadro”.

Le prospettive per il 2027 appaiono estremamente negative a causa della cronica mancanza di seme, che in alcuni segmenti ha toccato il 90%, superando sensibilmente il deficit registrato nel 2024. Secondo Mirco Bagnari e Giorgia Gianni, responsabili del settore per Legacoop Romagna, il fenomeno è la prova diretta dei cambiamenti climatici in atto: “Temperature anomale, fenomeni di mucillagine, anche in profondità, e alterazioni degli equilibri dell’ecosistema stanno riducendo la disponibilità e la capacità di crescita delle risorse ittiche”. Le associazioni invocano ora sostegni istituzionali immediati per preservare l’occupazione e la sostenibilità economica delle imprese locali, sollecitando un patto sinergico con il mondo della ricerca scientifica.

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