Le tracce biologiche rinvenute su una pinzetta metallica e un’impronta digitale impressa su un paio di occhiali a specchio hanno chiuso il cerchio attorno a un 27enne riminese, arrestato con l’accusa di rapina aggravata e porto illegale di arma da fuoco.
L’indagato, classe 1999, è ritenuto dagli inquirenti uno dei protagonisti dell’assalto messo a segno il 16 giugno 2025 presso la gioielleria Monti di Rimini. Le indagini sono state supportate dalle immagini del sistema di sorveglianza, che hanno documentato le fasi concitate della rapina.
Il piano del commando, composto da tre soggetti che si erano presentati nel locale fingendosi comuni clienti, è fallito a causa della pronta reazione dei titolari. Dopo che uno dei malviventi ha estratto un revolver per minacciare il proprietario, la moglie ha reagito colpendo l’aggressore proprio con la pinzetta che ha poi permesso di isolare il profilo genetico del sospettato, costringendo il gruppo a una fuga precipitosa senza alcun bottino.
Il gip ha convalidato la misura cautelare, riscontrando un grave quadro indiziario a carico del giovane arrestato.


