La Provincia di Rimini, in linea con la nuova direttiva ministeriale del 28 gennaio, ha avviato un percorso operativo concreto per prevenire e contrastare l’illegalità negli istituti scolastici del territorio riminese. Lunedì, nella sede di via Dario Campana, il consigliere provinciale Giuliano Zamagni ha incontrato la presidente dell’Associazione delle Scuole Autonome Lorella Camporesi e una delegazione di dirigenti, per dare il via definitivo ai due tavoli di lavoro previsti. Il primo tavolo sarà dedicato alla raccolta e all’analisi delle principali criticità riscontrate nelle scuole, con l’obiettivo di costruire un vademecum operativo supportato da Procura, Questura e forze dell’ordine, che definisca procedure omogenee per la prevenzione e la gestione dei fenomeni di illegalità. Il secondo tavolo si concentrerà sulla prevenzione del bullismo e del cyberbullismo, promuovendo azioni educative, formative e di sensibilizzazione rivolte a studenti, famiglie e personale scolastico, valorizzando le buone pratiche già presenti sul territorio. L’obiettivo è far partire i tavoli a breve, con l’auspicio che le prime azioni concrete possano prendere avvio già con il nuovo anno scolastico. La presidente Camporesi si è dichiarata disponibile a portare il percorso all’attenzione dei dirigenti aderenti per individuare insieme la base dei due tavoli di lavoro e definire le modalità operative. Zamagni ha sottolineato che le scuole sono protagoniste del lavoro che le riguarda, mentre la Provincia mette a disposizione il coordinamento, lasciando ai dirigenti l’indicazione su dove e come intervenire per costruire una rete che duri nel tempo. Questo intervento si inserisce in un contesto di crescente attenzione alla sicurezza a scuola, dove si evidenziano criticità legate a episodi di violenza improvvisa, uso improprio dei social e sicurezza degli spazi, evitando tuttavia approcci repressivi e privilegiando una risposta educativa. La Provincia coordinerà gruppi tecnici per tradurre le esigenze emerse in azioni concrete, con particolare attenzione ai progetti di prevenzione del cyberbullismo, intercettando il malessere prima che sfoci in violenza.


