Venerdì 12 maggio, nella sede del Comites San Marino in via Maestri Comacini a San Marino Città, si è svolta la conferenza pubblica “Il Borgo Danilo Dolci: un’eredità per i giovani, un’eredità per la Pace”, promossa per ricordare la figura del sociologo, poeta, educatore e attivista simbolo della non violenza e dell’antimafia.
All’incontro sono intervenute Daniela Dolci, figlia di Danilo e musicista, e Marina Agata Gattei, psicologa e psicopedagogista che conobbe Dolci nel 1986. Nel dialogo con il presidente del Comites San Marino Alessandro Amadei, il confronto si è concentrato su pace, diritti umani, partecipazione civica ed educazione alla non violenza.
Nel corso dell’iniziativa è stato ripercorso anche il forte legame tra Danilo Dolci e San Marino. Nel 1987, grazie alla collaborazione con Marina Agata Gattei, Emma Rossi e Fausta Morganti, Dolci organizzò il primo laboratorio maieutico presso il Servizio Minori e lavorò alla bozza di un Manifesto per la fondazione di un’Università della Pace nella Repubblica.
Daniela Dolci ha inoltre presentato il progetto di ristrutturazione del “Borgo di Dio”, il centro di sviluppo culturale e sociale fondato dal padre nel 1968 a Trappeto, in provincia di Palermo, sottolineandone il valore ancora attuale per le nuove generazioni.
Amadei, presente con una delegazione del Comites composta da Marina Rossi, Riccardo D’Orazi e Ksenia Iakovleva, ha richiamato l’importanza di custodire la memoria di Danilo Dolci e di trasmetterne ai giovani i valori di libertà, dialogo e pace.
L’incontro si è chiuso con i ringraziamenti rivolti a Karen Venturini, Rita Canarezza e Fulvia Casadei, i cui interventi hanno contribuito ad arricchire il dibattito e a mantenere alta l’attenzione a San Marino sull’eredità di Danilo Dolci.


