La Commissione Consiliare Permanente si è aperta lunedì 15 giugno 2026 con il comma comunicazioni, dedicando il confronto soprattutto alle dimissioni della dirigente della Funzione Pubblica Milena Gasperoni e alla situazione dell’Istituto Musicale.
A sollevare i primi interrogativi è stato Enrico Carattoni di Repubblica Futura, che ha chiesto spiegazioni sulle ragioni dell’addio di Gasperoni e sulle misure che il Governo intende adottare per garantire la continuità dell’ufficio e individuare il successore.
Il consigliere ha chiesto inoltre un aggiornamento sul dossier Istituto Musicale, dopo le tensioni seguite all’approvazione del decreto di riforma, domandando quali siano oggi le condizioni della struttura e quale prospettiva si profili per il personale.
A rispondere è stato il segretario di Stato per gli Affari Interni Andrea Belluzzi, che ha confermato le dimissioni precisando però che la scelta è legata esclusivamente a motivi personali. Belluzzi ha anche sottolineato il contributo dato da Gasperoni in una fase complessa per la Pubblica Amministrazione.
Sul capitolo Istituto Musicale è intervenuto il presidente della Commissione Oscar Mina, che ha riconosciuto l’esistenza di diverse criticità già segnalate dal presidente dell’istituto, Giacomo Volpinari. Mina ha spiegato di aver chiesto un confronto con la Segreteria di Stato e con i vertici dell’ente per approfondire i problemi emersi sul piano gestionale, organizzativo e di governance.
Il presidente ha inoltre aperto alla possibilità di un’audizione in Commissione, lasciando intendere che la questione potrebbe tornare all’ordine del giorno già nella seduta del 29 giugno.
La Commissione ha poi proseguito il ciclo di audizioni dedicate all’approfondimento della normativa sammarinese sulla cittadinanza, ascoltando il professor Bruno Nascimbene.
Il giurista ha inquadrato il tema nel diritto nazionale, internazionale ed europeo, evidenziando come la cittadinanza resti una materia in cui gli Stati conservano un’ampia discrezionalità e come non esista una convenzione internazionale capace di imporre regole uniformi.
Ampio spazio è stato riservato al rapporto tra cittadinanza nazionale e cittadinanza dell’Unione Europea. Nascimbene ha ricordato che quella europea si aggiunge a quella nazionale e non la sostituisce, richiamando anche la giurisprudenza della Corte di Giustizia che impone agli Stati di esercitare la propria sovranità nel rispetto dei principi fondamentali dell’Unione.
Il professore ha citato in particolare la recente sentenza sul caso Malta, che ha bocciato i programmi di cittadinanza legati agli investimenti economici, ribadendo che lo status di cittadino europeo non può essere trattato come una semplice operazione commerciale.
Nel suo intervento Nascimbene ha affrontato anche la riforma italiana della cittadinanza e il dibattito attorno al cosiddetto “decreto Tajani”, soffermandosi sulle tensioni legate alle richieste degli oriundi, soprattutto in Sud America, e sul principio del legame effettivo con lo Stato, il cosiddetto *genuine link*.
Nella parte finale, il giurista ha collegato il tema al percorso di associazione tra San Marino e Unione Europea, osservando che l’accordo non disciplina espressamente la cittadinanza ma porterà il Paese a confrontarsi in modo più stretto con l’ordinamento europeo e con la giurisprudenza della Corte di Giustizia.
Ha richiamato infine il meccanismo del rinvio pregiudiziale, che consentirà anche ai giudici sammarinesi di interpellare la Corte di Lussemburgo per ottenere interpretazioni vincolanti del diritto applicabile, in un quadro normativo definito dallo stesso professore come


