San Marino – PdL famiglia, i sindacati hanno inviato una richiesta di incontro al Segretario di Stato ed ai Gruppi Consiliari

Libertas
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«In generale è una legge che migliora le norme a sostegno della natalità e delle persone che necessitano di assistenza, ma restano alcuni punti critici e iniqui». Con questa valutazione le organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro al Segretario di Stato per la Giustizia e la Famiglia e ai gruppi consiliari sul progetto di legge su famiglia, maternità e natalità prima dell’esame in seconda lettura.

Nella lettera inviata da CSdL, CDLS e USL si riconoscono gli aspetti migliorativi del testo, ma si chiedono correttivi su diversi capitoli. Tra i nodi segnalati c’è il reddito minimo per la maternità anticipata, oggi previsto per le lavoratrici autonome impegnate in attività incompatibili con la gravidanza: per i sindacati va esteso a tutte le lavoratrici, per evitare discriminazioni.

Dubbi anche sul congedo parentale, per il quale viene chiesta una formulazione più chiara sul diritto a percepire almeno l’80% della retribuzione media territoriale nei casi di reddito inferiore a quella soglia, indipendentemente dal fatto che il rapporto sia part-time o full-time. Le sigle chiedono inoltre che l’indennità sia riconosciuta anche alle donne disoccupate.

Sul fronte dell’assistenza ai familiari non autosufficienti, i sindacati rilevano che i frontalieri residenti a San Marino e in Italia restano esclusi dai congedi. A loro avviso il tema andrebbe affrontato con l’Italia in sede convenzionale, ma nell’attesa chiedono che l’ISS garantisca almeno la tutela a chi, come i figli unici, non ha altri familiari che possano usufruirne nel Paese di residenza.

Ampio spazio anche alla figura del caregiver, introdotta nel progetto di legge. Il limite di 50 richieste l’anno andrebbe, secondo i sindacati, accompagnato da criteri chiari di priorità in caso di domande superiori al numero disponibile; in presenza degli stessi requisiti, il tetto non dovrebbe valere. Si chiede inoltre di estendere il diritto anche ai caregiver non occupati e di definire tutele specifiche per quelli pensionati.

Critiche pure sugli assegni familiari, che non dovrebbero variare in base al solo reddito. Le organizzazioni sindacali contestano anche l’idea di far pagare i contributi per gli assegni familiari solo ai lavoratori dipendenti, chiedendo che il prelievo coinvolga anche gli indipendenti.

Un’ulteriore richiesta riguarda gli incentivi per restare al lavoro dopo l’età pensionabile e la riduzione dei disincentivi al pensionamento anticipato per le donne con figli: per i sindacati vanno estesi anche ai padri, almeno nei casi di morte della madre. Serve poi, secondo la nota, un ulteriore abbassamento dei requisiti per la pensione anticipata in presenza di figli con disabilità permanente, includendo tutti i familiari che se ne prendono cura.

Infine, CSdL, CDLS e USL contestano il mancato riconoscimento, ai fini dei diritti contrattuali come i premi legati alla presenza, dei congedi e permessi retribuiti previsti dalla legge per esigenze familiari. Per le tre sigle si tratta di una penalizzazione ingiustificata per genitori e caregiver, soprattutto perché una previsione analoga è già inserita in un altro progetto di legge concordato al Tavolo tecnico contro violenze e molestie nei luoghi di lavoro.

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