San Marino valuta l’introduzione di una forma di sepoltura sostenibile ispirata al progetto “Capsula Mundi”, nell’ambito del Piano dei Cimiteri. La Segreteria di Stato per il Territorio e l’Ambiente sta lavorando a una verifica tecnica e normativa per capire se e come adattare il modello alla realtà della Repubblica.
L’idea era già emersa nel 2023, quando alcuni cittadini avevano presentato un’Istanza d’Arengo per chiedere di consentire anche a San Marino questa pratica, basata su urne biodegradabili che, una volta interrate, favoriscono la crescita di alberi e nuove aree verdi.
Il percorso è oggi tornato di attualità dentro una più ampia programmazione del sistema cimiteriale, chiamata a fare i conti con la disponibilità degli spazi e con l’evoluzione dei servizi pubblici. L’obiettivo non sarebbe importare un modello già pronto, ma costruire una soluzione pensata appositamente per il contesto sammarinese.
Tra i punti da chiarire figurano la compatibilità con le norme vigenti, l’individuazione di eventuali aree dedicate, la gestione degli spazi e il confronto con la sensibilità culturale e religiosa della comunità. Il tema rientra anche nel dibattito internazionale sulle “foreste della memoria”, in cui il ricordo dei defunti si lega alla tutela dell’ambiente.
Per ora non ci sono decisioni definitive. La questione dovrebbe essere approfondita in un prossimo Comitato Tecnico Scientifico, con il coinvolgimento della Segreteria di Stato per gli Affari Interni.


