Il governo sammarinese corre ai ripari sul dossier del contenzioso connesso all’affare bulgaro e all’ipotesi di arbitrato internazionale da 150 milioni, affidando un incarico al professor Roberto Baratta per coordinare la difesa della Repubblica e, se necessario, seguire anche la fase preliminare di possibile composizione amichevole.
La delibera del 26 maggio prevede infatti la nomina di un funzionario dedicato e di un gruppo di lavoro legale, riconoscendo che l’iter può aprirsi con una fase antecedente all’arbitrato vero e proprio, durante la quale le parti possono tentare una soluzione bonaria della controversia.
Nel testo dell’atto emerge un passaggio significativo: si fa riferimento alla finestra temporale prevista dall’accordo bilaterale con la Bulgaria per valutare, qualora ne esistano i presupposti, una definizione amichevole prima di arrivare all’arbitrato internazionale.
La scelta di Baratta viene motivata con l’esigenza di costruire rapidamente una linea difensiva e con la sua esperienza nel diritto internazionale; il professore è già coinvolto, per altro incarico, nel percorso di associazione di San Marino all’Unione europea.
Resta però un punto aperto: la delibera non indica alcun costo dell’ampliamento dell’incarico, né specifica parcelle, tetti di spesa o capitoli di bilancio destinati a coprire la nuova attività legale.
L’atto si limita a disporre la formalizzazione dell’estensione della collaborazione già in essere, autorizzando Baratta a intervenire nella fase preliminare dell’arbitrato e a collaborare con uffici e autorità competenti per tutte le azioni utili alla difesa della Repubblica.


