L’accordo di associazione tra Andorra e Unione europea resta fermo per un nuovo stop in sede EFTA, dove non è stata raggiunta l’unanimità necessaria per portare il dossier al Coreper. Il blocco, causato soprattutto dalle riserve della Bulgaria, rallenta anche il percorso parallelo di San Marino e fa slittare il calendario politico immaginato dai governi coinvolti.
La riunione di oggi doveva segnare una svolta, ma si è chiusa ancora senza via libera. Senza il passaggio al Coreper, il testo non può avanzare verso l’approvazione finale del Consiglio dell’Ue, rinviando così una fase considerata decisiva dopo la chiusura dei negoziati.
Secondo quanto ricostruito, Sofia chiede più tempo per chiarire alcuni profili giuridici dell’intesa e mantiene una posizione prudente sul dossier. Alle ragioni tecniche si affianca però anche il contesto del contenzioso che coinvolge San Marino e il fondo bulgaro Starcom, protagonista del tentato acquisto della Banca di San Marino.
La vicenda bancaria ha aperto un fronte giudiziario e arbitrale, con richieste risarcitorie molto elevate e il congelamento di una somma rilevante nel microstato. Questo elemento, pur non essendo indicato ufficialmente come causa del veto, pesa sul clima politico attorno all’accordo e finisce per riflettersi sulla posizione bulgara.
Il governo sammarinese prova a tenere distinti i due piani e sostiene che la riserva di Sofia possa dipendere anche da fattori interni e amministrativi, aggravati dalla fase di instabilità politica in Bulgaria. Per Andorra, intanto, il rinvio complica i tempi di un’intesa che l’esecutivo sperava di vedere firmata tra fine estate e inizio autunno.


