Giovanni Covino è stato condannato a sei mesi di reclusione e a nove mesi di interdizione per distrazione di beni sottoposti a pignoramento dalla Banca Centrale.
Il giudice Adriano Saldarelli lo ha ritenuto colpevole solo per una delle due Ferrari finite sotto vincolo, accogliendo in parte la tesi della Procura fiscale e limitando così la responsabilità contestata.
La Procura, rappresentata da Manuela Albani, aveva chiesto la condanna a sei mesi e il pagamento delle spese processuali, sostenendo che Covino avesse la disponibilità e la gestione dei veicoli vincolati.
La difesa, affidata all’avvocato Stefano Pagliai, aveva invece chiesto l’assoluzione per insufficienza di prove.
Non è escluso un ricorso in appello.


