Omicidio Pierina, la difesa di Dassilva: “Nessuna prova, va assolto”

San Marino RTV
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Nessuna prova diretta, nessun Dna, nessuna arma del delitto e cinque piste alternative ancora in campo. È su questi punti che la difesa di Louis Dassilva ha costruito l’arringa finale nel processo per l’omicidio di Pierina Paganelli, la 78enne uccisa il 3 ottobre 2023 nel garage di via del Ciclamino a Rimini.

Dopo la richiesta di ergastolo avanzata dalla Procura, gli avvocati Andrea Guidi e Riario Fabbri hanno chiesto l’assoluzione del 36enne senegalese al termine di una lunga udienza davanti alla Corte d’Assise.

La linea difensiva ha puntato a smontare l’impianto accusatorio partendo da Manuela Bianchi, nuora della vittima ed ex amante di Dassilva. Guidi l’ha definita “mentitrice seriale” e “abilissima manipolatrice”, sostenendo che il cambio di versione sul ritrovamento del corpo sarebbe servito a proteggere se stessa dopo il crollo della pista della Cam 3.

I legali hanno rilanciato anche un’ipotesi alternativa che chiama in causa Loris Bianchi, fratello di Manuela, evocando un rapporto definito “morboso” e indicando possibili incongruenze nei suoi tempi. Secondo la difesa, anche la testimonianza della nipote Giorgia non reggerebbe, perché la ragazza sarebbe stata distratta dall’uso del cellulare e dall’attività sui social.

Respinta pure la ricostruzione del movente passionale. Per i difensori, Dassilva non sarebbe stato innamorato di Manuela, come dimostrerebbero altre relazioni parallele, e non ci sarebbero elementi per collocarlo fuori casa quella sera. A loro giudizio, pesa anche l’assenza di tracce biologiche dell’imputato sui reperti analizzati.

Di segno opposto la replica degli avvocati dei familiari di Pierina Paganelli, che hanno parlato di una ricostruzione suggestiva ma non aderente agli atti processuali.

Più fiduciosa Valeria Bartolucci, moglie di Dassilva, che ha affidato alla speranza di una verità giudiziaria il suo commento in aula. La sentenza è attesa il 9 giugno, dopo eventuali repliche finali.

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