Il silenzio che diventa pietra: Muscioni premiato in Campidoglio

San Marino RTV
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Alcune opere nascono per sfidare il tempo, senza bisogno di clamore. È il tempo, in architettura, il giudice più severo e definitivo di ogni progetto.

Nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, Enrico Muscioni ha ricevuto il Premio Templum 2026, riconoscimento assegnato dall’Osservatorio delle Eccellenze Italiane a 20 architetti selezionati in tutta Italia, uno per regione.

A portare San Marino nel cuore delle istituzioni italiane sono stati due lavori legati in modo profondo al territorio: la Quasar House di Valdragone e la Lift House di Torriana. Due progetti diversi, ma accomunati dalla stessa visione: un’architettura che non cerca lo spettacolo, bensì la permanenza; non il rumore, ma l’identità.

Muscioni racconta il momento iniziale del progetto come una fase complessa, quasi dolorosa: il foglio bianco impone fatica, incertezza, attesa. Poi, poco alla volta, la tensione si scioglie e la visione prende forma. Ma il lavoro dell’architetto non si esaurisce sulla carta: continua in cantiere, nel dettaglio, nella costruzione materiale dell’idea.

Dietro ogni opera, sottolinea, c’è anche una componente umana decisiva: clienti che scelgono di affidarsi, collaboratori che condividono sacrifici e responsabilità. Per Muscioni, la fiducia è la base di tutto e i premi non rappresentano un traguardo, ma una verifica del percorso compiuto.

Il senso più profondo del riconoscimento sta proprio qui: nell’idea che l’architettura sia memoria costruita, un dialogo continuo tra persone, paesaggio e tempo. E nel desiderio, comune a ogni architetto, di lasciare qualcosa che resti. Anche per questo, la presenza di San Marino in Campidoglio assume il valore discreto ma forte delle cose destinate a durare.

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