E’ il giorno della difesa di Dassilva: “Accuse fondate su una mentitrice”

NewsRimini
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È il giorno della difesa nel processo a carico di Louis Dassilva per l’omicidio di Pierina Paganelli. In aula i legali del 36enne senegalese, Riario Fabbri e Andrea Guidi, proveranno a smontare l’impianto accusatorio sostenendo che il loro assistito non è l’autore del delitto.

Secondo la difesa, gli elementi raccolti dall’accusa sarebbero deboli e si reggerebbero soprattutto sulle dichiarazioni di Manuela Bianchi, ritenuta una testimone non attendibile anche perché indagata per favoreggiamento in un procedimento connesso. Per gli avvocati, le sue parole andrebbero verificate in modo autonomo e non usate come chiave per rileggere gli altri indizi.

Guidi ha sostenuto che la Bianchi avrebbe indicato Dassilva in garage per tutelare se stessa, collocandolo sulla scena non perché fosse davvero presente, ma per difendersi da possibili contestazioni sulle proprie responsabilità. Nel mirino anche il biglietto lasciato dalla donna al gip Cantarini al termine dell’incidente probatorio, considerato dalla difesa un segnale della consapevolezza di aver accusato un innocente.

Gli avvocati richiamano inoltre il cambio di versione della Bianchi, maturato dopo il crollo del punto di prova legato alla Cam 3 e dopo l’accertamento che l’uomo ripreso non sarebbe Dassilva. Un passaggio ritenuto decisivo dalla difesa, che sostiene come il senegalese sia rimasto in carcere proprio per effetto di quella nuova ricostruzione.

Nel corso dell’udienza i legali hanno anche rilanciato il contenuto delle confidenze che la Bianchi avrebbe fatto all’amica Romina Sebastiani, secondo cui sarebbe stata la sua versione a contribuire all’arresto di Dassilva. Per la difesa, invece, Sebastiani avrebbe sempre cercato di aiutare l’amica fino a quando non è stata costretta a raccontare la verità.

Per Fabbri e Guidi, il quadro accusatorio non regge e la ricostruzione della procura non supera il vaglio di credibilità necessario in un processo per omicidio. La loro strategia punta a dimostrare che i riscontri raccolti non sono sufficienti per attribuire a Dassilva la responsabilità della morte di Pierina Paganelli.

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