Danza, arti visive e teatro diventano strumenti per rileggere il Medioevo e il Rinascimento di Prato, attraverso la pittura quattrocentesca di Filippo Lippi e la tradizione del Sacro Cingolo, reliquia mariana simbolo della città.
L’antico borgo cinto dalle mura, sviluppatosi accanto alle tintorie tessili, torna così a vivere in una narrazione che unisce arte e devozione, con il Duomo e il Palazzo Pretorio come luoghi centrali della memoria cittadina.
L’immagine è quella di una Prato animata dai colori dei tessuti e dal lavoro lungo il Bisenzio, dove le acque alimentavano gli opifici e sostenevano una produzione che rese celebri le manifatture locali.
In questo percorso, anche i giochi dei bambini assumono un valore teatrale e diventano parte di un racconto più ampio, capace di restituire il legame tra vita quotidiana, cultura materiale e rappresentazione artistica.


