San Matteo, San Giovanni Evangelista, Cristo risorto, San Pietro e San Paolo: sono le cinque statue che ornano l’abside della Pieve, opere di Massimiliano Putti e Carlo Berozzi, interpreti del neoclassicismo bolognese.
Si sono conclusi i restauri che interessano il complesso apparato scultoreo della Basilica del Santo, nell’ambito di un nuovo intervento per la valorizzazione del patrimonio artistico del complesso. In occasione del bicentenario della posa della prima pietra della Nuova Pieve, avvenuta nel luglio 1826, e del centenario dell’elevazione della Nuova Pieve a Basilica Minore, gli Istituti Culturali e i Musei di Stato hanno promosso il recupero delle statue in stucco dell’abside, d’intesa con la Commissione per la Conservazione dei Monumenti e degli Oggetti di Antichità e di Arte e con i Massari del Santo.
L’intervento ha restituito leggibilità alla superficie originaria delle opere, facendo riemergere il bianco e l’ocra delle parti più sporgenti, trattate per imitare il marmo. La pulitura ha riguardato anche le nicchie che ospitano le statue.
Le opere presentavano un consistente deposito superficiale, rimosso prima a secco con spugne wishub e, per le incrostazioni più resistenti, con una pulitura a basso apporto di umidità. Le lacune sono state consolidate, stuccate e infine tonalizzate.
Nel video, le interviste a Paola Bigi, della Sezione Archeologica degli Istituti Culturali, e a Serena Brioli, restauratrice.


