Un nuovo impianto per le telecomunicazioni nell’area dell’ex camping di Murata ha acceso il dibattito sui social, dividendo i cittadini tra chi parla di scempio ambientale e chi ricorda che senza antenne non esiste connessione.
La discussione è esplosa nelle ultime ore sulla pagina Facebook Porta del Paese, dove sono comparse le immagini della struttura in fase di installazione nello spiazzo verde sopra la banca, vicino alla rotonda e all’area utilizzata anche per il parapendio.
Nel giro di poche ore il post ha raccolto commenti di segno opposto. Da una parte c’è chi denuncia l’impatto visivo dell’impianto in un’area considerata verde e da valorizzare, parlando di deturpazione e di scelta incoerente con la tutela del paesaggio.
Altri interventi richiamano invece la necessità di garantire servizi di rete efficienti, sottolineando che oggi lavoro, comunicazioni e connettività richiedono infrastrutture adeguate. Il nodo resta quello di sempre: chiedere connessione capillare e servizi veloci senza accettare le strutture necessarie per renderli possibili.
Nel confronto non mancano anche i timori per la salute, con alcuni utenti che chiedono verifiche sulla distanza dalle abitazioni e sulla presenza di scuole o altri luoghi sensibili nelle vicinanze.
Il caso di Murata riporta così al centro il tema dell’equilibrio tra sviluppo tecnologico e salvaguardia del territorio in un contesto come quello sammarinese, dove ogni nuova installazione ha un forte impatto visivo e simbolico.
Al momento non risultano comunicazioni ufficiali sulle caratteristiche tecniche dell’impianto né sulle valutazioni paesaggistiche effettuate, ma la polemica online conferma quanto la questione resti sensibile e divisiva.


