San Marino, calcio internazionale. La “Brigata mai 1 gioia” con le tifoserie dei piccoli Stati contro la riforma UEFA: “Così ci escludono dal grande calcio”

GiornaleSM
By
3 Min Read

Le tifoserie organizzate di cinque piccoli Stati europei, tra cui San Marino, contestano la riforma del sistema di qualificazione a Europei e Mondiali approvata dalla UEFA il 20 maggio a Istanbul.

Dal 2028, secondo quanto denunciano, le nazionali più forti saranno inserite in un circuito separato, con il rischio di escludere di fatto le selezioni minori dagli incroci con le grandi del calcio continentale nelle fasi di qualificazione.

La presa di posizione arriva dal Coordinamento delle tifoserie dei Piccoli Stati d’Europa, che riunisce Brigata Mai 1 Gioia per San Marino, Team 54 per Gibilterra, South End Core per Malta, Ländleblock e Mormile Raeticae per il Liechtenstein e Skansin per le Isole Faroe. È la prima volta che gruppi di cinque Paesi diversi firmano un documento comune su questo tema.

Nel comunicato la riforma viene definita una separazione strutturale tra nazioni grandi e piccole, incompatibile con il principio di uguaglianza sportiva. I tifosi ricordano che la Nations League era già stata introdotta per riequilibrare la competizione e giudicano incomprensibile la scelta di riproporre un modello simile anche nelle qualificazioni.

Per il Coordinamento, il nuovo impianto finirebbe per spingere i microstati fuori dal calcio di alto livello, privandoli della possibilità di misurarsi con le migliori squadre d’Europa. Una prospettiva che, secondo i firmatari, toglierebbe motivazione ai calciatori delle selezioni minori e impoverirebbe il valore stesso del percorso internazionale.

Critiche anche all’idea di un calcio europeo a due velocità. Pur esistendo formalmente la promozione, per molti piccoli Stati il salto di livello viene considerato irrealistico, con la conseguenza di escluderli stabilmente da sfide contro nazionali come Germania, Spagna o Francia.

Nel testo si richiama anche la dimensione sociale e culturale del tifo internazionale, fatta di trasferte, incontri e rapporti tra comunità diverse. Viene inoltre sottolineato come alcune imprese simboliche dei piccoli Stati abbiano contribuito alla storia del calcio europeo, dimostrando che la sorpresa resta parte integrante del gioco.

Da qui l’appello alla UEFA e alle federazioni nazionali affinché riconsiderino gli effetti della riforma. Per i tifosi dei piccoli Stati, il calcio deve restare un ambito aperto, in cui ogni nazione possa competere, sognare e sentirsi parte dello stesso sistema.

Leggi l’articolo intero

Share This Article