Il bello come utopia civile dell’attivismo culturale prende forma nella visione di Presti, che definisce la propria pratica di trasformazione sociale come “il sogno del sognare”.
Una speranza che continua a vivere soprattutto nei più giovani, dentro un percorso che lega arte, comunità e riscatto dei territori fragili.
L’asteroide “ventimilaquarantnove” esiste davvero e può essere osservato con il telescopio dell’Osservatorio siciliano di Isnello: un segno che unisce il cosmico e l’urbano, l’universale e il particolare.
Dall’infinito a Librino, i luoghi più esposti al degrado vengono riletti da una prospettiva alta, quasi a restituire dignità a spazi spesso dimenticati.
In questa visione si inserisce anche la “Fiumara d’Arte”, progetto che ha trasformato il paesaggio in un laboratorio permanente di creatività e partecipazione.
MAGMA, il museo a cielo aperto voluto dal mecenate messinese, rappresenta un altro tassello di questo approccio: periferie curate e protette, sottratte allo strazio dell’abbandono.
L’obiettivo è lasciare un segno concreto nei luoghi e nelle persone, come una piantina che continua a crescere nel cuore delle comunità.


