A distanza di 17 anni dal primo episodio contestato, arriva una nuova pronuncia d’appello sul caso delle presunte truffe ai danni delle compagnie assicurative. La Corte ha chiuso il secondo grado con una decisione di parziale riforma della sentenza di primo grado: per uno degli imputati è stato dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione, mentre per l’altro sono state confermate le statuizioni civili.
Il procedimento riguardava due episodi, uno datato 2009 e l’altro 2011, che secondo l’accusa sarebbero stati messi in scena attraverso falsi sinistri per ottenere indebiti risarcimenti. Coinvolti Alessandro Pecci e David Oddone. La decisione d’appello ha dunque distinto le posizioni dei due imputati, incidendo in modo diverso sia sul piano penale sia su quello civile.
Per David Oddone restano ferme le condanne al risarcimento dei danni in favore delle compagnie assicurative costituite parte civile. La Corte ha ritenuto provati il fatto e la responsabilità oltre ogni ragionevole dubbio, sulla base del materiale probatorio acquisito nel corso del giudizio.
Diversa la posizione di Alessandro Pecci. Nei suoi confronti le statuizioni civili sono state revocate, poiché il reato risultava già prescritto al momento della sentenza di primo grado. Secondo la Corte, in assenza di un valido titolo penale, non poteva essere mantenuta la condanna risarcitoria pronunciata in quella sede.
Resta ancora aperta la possibilità di ricorrere in terza istanza. Intanto, la vicenda conferma come, anche a reato estinto, gli effetti sul piano civile possano restare rilevanti quando la responsabilità sia stata accertata nei giudizi di merito.


