Movimento Democratico Liberale torna a chiedere le dimissioni del Segretario di Stato agli Affari Esteri Luca Beccari dopo gli ultimi sviluppi sul dossier europeo.
Per DML, quanto emerso non può essere liquidato come un semplice problema di comunicazione. Il fatto che un percorso raccontato per anni come vicino alla conclusione si sia improvvisamente arenato in sede Coreper, sostiene il movimento, dimostrerebbe l’esistenza di un nodo politico.
Nel mirino anche il cambio di tono del governo, che fino a poche settimane fa aveva descritto l’Accordo di associazione come ormai in fase finale e sostenuto da un clima favorevole, mentre oggi parlerebbe di riserve, interlocuzioni delicate e ostacoli sottovalutati o non comunicati con chiarezza ai cittadini.
DML contesta inoltre la gestione complessiva della vicenda, ritenendo che il richiamo a lasciare lavorare la diplomazia non sia più sufficiente. Secondo il movimento, non si può scaricare tutto sulla diplomazia quando il suo vertice è lo stesso Beccari, chiamato quindi a rispondere direttamente delle scelte politiche compiute.
Il movimento parla di un danno reputazionale per il Paese e chiede un’operazione verità davanti all’opinione pubblica, ritenendo che il tentativo di minimizzare la situazione rischi di aggravare la credibilità internazionale della Repubblica.
Da qui la richiesta di una presa di responsabilità immediata. Per DML, in una democrazia un fallimento di questa portata dovrebbe portare a dimissioni e a un cambio di guida politica, per avviare una nuova strategia capace di restituire credibilità ai rapporti internazionali di San Marino.


