Flotilla, fermate anche due barche di San Marino

San Marino RTV
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Ci sono anche due navi battenti bandiera di San Marino tra le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla fermate in questi giorni al largo di Cipro.

La prima è Aqir, nota anche come Munki, con a bordo 10 persone: sette turche, una tedesca, una americana e un sudafricano. La seconda è Kafr Qasem, o Furleto, con 11 persone a bordo, tra cui gli italiani Andrea Sebastiano Tribulato e Luca Poggi. Poggi era apparso nei giorni scorsi in un videomessaggio trasmesso dal Tg3 mentre si trovava in navigazione.

Secondo quanto riferito dalla Flotilla, entrambe le imbarcazioni sono state bloccate dalle forze militari israeliane nella serata del 18 maggio. Gli attivisti hanno denunciato anche l’uso di proiettili contro sei imbarcazioni, tra cui una italiana, senza però chiarire se si trattasse di proiettili di gomma.

La richiesta degli attivisti è ora che lo Stato italiano intervenga per tutelare i propri cittadini, tra i 29 connazionali destinati a essere sbarcati nel porto di Ashdod. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto di verificare con urgenza l’uso della forza da parte delle autorità israeliane e ha incaricato l’ambasciatore italiano in Israele, Luca Ferrari, di presentare una formale richiesta affinché tutti ricevano un trattamento dignitoso, piena protezione e garanzia dell’incolumità.

Israele, dal canto suo, nega l’uso di colpi d’arma da fuoco, ammettendo solo l’impiego di mezzi non letali contro l’imbarcazione e non contro i manifestanti, con finalità di avvertimento. Tel Aviv sostiene inoltre che nessuno sia rimasto ferito.

La vicenda ha acceso la protesta dell’opposizione e alimenta ora anche il fronte diplomatico internazionale. Ad assistere gli attivisti, compresi gli italiani, sarà ancora il team legale della ong Adalah. Intanto i ministri degli Esteri di Giordania, Indonesia, Spagna, Pakistan, Brasile, Bangladesh, Turchia, Colombia, Libia e Maldive hanno condannato con fermezza gli attacchi israeliani alla missione, nata per portare aiuti umanitari a Gaza e richiamare l’attenzione sulla crisi nella Striscia.

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