L’ISS spende in media sette milioni di euro all’anno per garantire ai pazienti sammarinesi cure fuori confine. Una cifra rilevante, ma coerente con i limiti di un piccolo Stato che non può dotarsi internamente di tutte le specialità, delle tecnologie e dei volumi necessari per gestire ogni casistica.
La somma riguarda sia prestazioni ambulatoriali, come visite specialistiche e diagnostica non disponibile in ospedale, sia ricoveri ordinari e riabilitativi. Portare tutto all’interno del sistema sanitario nazionale non sarebbe conveniente: costi più alti, personale da reperire e macchinari da mantenere per numeri troppo ridotti.
Del tema ha discusso la Consulta Sanitaria con Francesca Masi, direttrice della Medicina Legale, Fiscale e Prestazioni Sanitarie Esterne, facendo il punto anche sulle malattie sul lavoro. A disciplinare il ricorso alle cure all’estero è il Regolamento n. 6 del 31 marzo 2026, in vigore dal 1° maggio, che prevede un percorso autorizzativo preciso per ogni prestazione non erogata dai servizi ISS.
La richiesta parte dal medico, viene valutata dalla direzione ospedaliera e approvata in ultima istanza dal medico fiscale. Il sistema serve a garantire appropriatezza, contenere gli sprechi e lasciare una procedura più rapida nei casi urgenti.
Sul fronte dei controlli per malattia, da gennaio 2026 si registrano in media 60 verifiche sanitarie al mese e circa 150 giornate di sospensione della malattia per assenze non compatibili con lo stato dichiarato. La situazione è più complessa per i lavoratori frontalieri, soprattutto quando si ammalano in Italia: i controlli spettano alla medicina fiscale sammarinese, che però dispone di soli due medici.
La criticità più concreta resta però la digitalizzazione. Oggi chi è in malattia deve ancora consegnare il certificato al datore di lavoro, con difficoltà evidenti per chi vive da solo o non può muoversi facilmente. La Consulta propone di introdurre la firma digitale, già usata in altri settori della pubblica amministrazione, per eliminare un passaggio ormai superato.


