10 anni di Unioni civili Italia. A Roma un convegno: da San Marino presente Rondelli

San Marino RTV
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Dieci anni dalla legge Cirinnà, l’Italia celebra un anniversario che racconta una storia di conquiste incompiute e contraddizioni irrisolte. A Roma, presso l’Università La Sapienza, il convegno organizzato dal Comitato unico di garanzia e Gaynet mette a fuoco lo stato dei diritti LGBTQIA+ nel nostro paese, evidenziando come il riconoscimento delle unioni civili sia rimasto un traguardo isolato in un percorso normativo bloccato.

Se nel 2016 l’approvazione della legge rappresentò una svolta storica, il decennio successivo ha rivelato l’insufficienza di quella riforma. La stepchild adoption rimane un diritto negato, mentre il contrasto all’omolesbobitransfobia stenta ad avanzare nel panorama legislativo italiano. Solo la magistratura ha colmato parzialmente i vuoti lasciati da una politica immobilizzata.

San Marino emerge come esempio diverso: Paolo Rondelli, già Capitano Reggente e primo dichiaratamente gay a ricoprire tale carica, ricorda come nel 2019 l’orientamento sessuale sia stato elevato a valore costituzionale. Un ancoraggio normativo che consente al piccolo stato di proseguire con misure concrete, mentre l’Italia rimane intrappolata tra le spinte progressive e i blocchi conservatori.

Monica Cirinnà, relatrice della legge 76/2016, traccia una visione radicale: abolire tanto le unioni civili quanto la legislazione specifica sull’adozione per integrare tutti questi diritti nel codice civile sul matrimonio. Un unico istituto giuridico che riconosca l’uguaglianza, non marginalità.

Il convegno riunisce accademici, attivisti e rappresentanti della società civile per costruire una nuova agenda sui diritti. Il contesto internazionale, segnato dalla crescita dei movimenti conservatori, rende ancora più urgente colmare il divario tra l’Italia e gli standard europei.

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