San Marino si “immerge” nel “Sound of Sea”

San Marino Fixing
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La Biennale di Venezia 2026 ha aperto oggi le porte al pubblico, con il Padiglione della Repubblica di San Marino che ospita l’artista nordirlandese Mark Francis, classe 1962.

Il progetto, intitolato Sea of Sound e curato da Luca Tommasi, presenta un corpus inedito di dipinti astratti e un video d’arte di sette minuti, in uno spazio bipartito al Tana Art Space, tra Arsenale e Giardini.

Francis, formatosi alla Saint Martin’s School of Art negli anni ’80, esplora i legami sinestetici tra pittura, suono e scienza, evocando onde sonore attraverso colori e forme che vibrano come melodie invisibili.

Influenzato da immagini scientifiche dell’infanzia e dalla vivace scena londinese, l’artista traduce microcosmi e macrocosmi in astrazioni plurisensoriali, in sintonia con il tema della Biennale, In Minor Keys, curato da Koyo Kouoh.

Organizzato da FR Istituto d’Arte Contemporanea S.p.A., il padiglione integra le iconiche Torri del Monte Titano sull’immagine grafica, simbolo di libertà e creatività sopra un “mare di suono”.

Tommasi, esperto di Young British Artists, ha scelto Francis per la consonanza con sue serie come Soundscapes e Acoustic Ocean, elevando il dialogo tra astrazione e figurazione.

Parallelamente, l’opera Sound Break (2024) è esposta alla Galleria Nazionale di San Marino, invitando i cittadini a visitare Venezia.

Francis descrive il video come un passo avanti: un nuovo medium per forme, onde e luci, che amplifica l’esperienza emotiva tra arte e suono.

Questa presenza proietta San Marino sulla scena internazionale, rinnovando il legame tra pittura e musica in un contesto tecnologico e immersivo.

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