Paolo Diana, magazziniere riminese di 49 anni, è pronto a lanciare la sua nuova Fiat 131 Evo II, erede diretta della storica 131 Racing. Dopo anni di sviluppo, la vettura gialla iconica debutterà a giugno nella cronoscalata Trento-Bondone, con ultimi test in corso.
L’auto mantiene l’estetica aggressiva e spettacolare che l’ha resa famosa in Europa per i traversi mozzafiato, ma introduce meccanica moderna: soluzioni evolute, meno artigianali, ispirate alle rally contemporanee. Il progetto è nato dalla collaborazione con l’azienda torinese Speed di Paolo Donadei e l’ingegnere Luca Giannotti di Gianno Racing Electronics.
Diana bilancia il lavoro quotidiano da Union Ricambi, dove dal 2017 è supportato dal presidente Marco Bracchi, con notti in garage e ferie dedicate alle prove. “In azienda è il nostro orgoglio, vive per i motori”, dice Bracchi. Tra gli sponsor tecnici: Pintarally, Ecumaster, Kumho, Samsonas e molti altri, per un impegno corale dal 2019.
Non un pilota da cronometro, Diana eccelle come showman: apripista celebrato in Spagna e Ungheria, dove intrattiene folle con derapate e fumogeni. In Italia i regolamenti limitano lo spettacolo, relegandolo a ruoli tecnici.
I tifosi italiani lo inseguono al Rallylegend di San Marino, appuntamento fisso d’autunno: lì firma autografi, posa per selfie e scatena urla come una rockstar. I suoi video online contano milioni di visualizzazioni.
“In Europa vivo l’adrenalina del pubblico, non corro per podi ma per divertire. Lavoro di giorno, preparo di sera: è passione pura”, racconta Diana, che a 50 anni vede lontana la pensione. Nuova auto, nuova era per il re dello spettacolo rallystico.


