La Commissione consiliare IV ha continuato l’esame del progetto di legge che aggiorna la normativa del 2022 sul sostegno a famiglie, maternità e natalità. Maggioranza e governo hanno integrato suggerimenti dell’opposizione, con la minoranza che si è astenuta su molti articoli senza opposizioni dirette.
Sul congedo di paternità (articolo 5), il Segretario di Stato Stefano Canti ha difeso la mediazione con le parti sociali: i giorni passano da 10 a 20, con frazionamento orario limitato all’accordo con il datore. Guerrino Zanotti (Libera) ha apprezzato l’equilibrio ma criticato le condizioni che complicano l’uso: “Porre vincoli ai diritti rende tutto più difficile”. Respinte le modifiche di Repubblica Futura e Domani-Motus Liberi.
Per l’articolo 6 sul congedo parentale, il governo ha potenziato tutele economiche, minimi retributivi e anzianità di servizio. Matteo Casali (Rf) ha lodato lo sforzo ma dubitato del cambio di paradigma: “Facciamo il possibile, ma non basta”. Zanotti ha contrapposto che si rafforza uno strumento diffuso, promuovendo equità. Approvato un emendamento condiviso per estendere l’anzianità anche ai periodi passati.
Convergenza trasversale sugli articoli 7 e 8 per genitori adottivi e affidatari: estesi retroattivamente i benefici di carriera. Canti ha sottolineato l’uniformità delle tutele familiari.
Sul articolo 9 e permessi per visite mediche dei figli, Miriam Farinelli (Rf) ha chiesto più di 5 ore: “Sono insufficienti”. Sostenuta da Emanuele Santi (Rete) e Gaetano Troina (D-ML), la proposta ha affrontato resistenze datoriali. Mediazione finale: nuovo emendamento a 8 ore annue retribuite per figlio fino a 14 anni, coperto dalla Cassa di compensazione, approvato all’unanimità.
L’articolo 10 sui congedi per assistenza familiare include ora residenti in Italia, esclusi caregiver attivi, senza obiezioni.
I lavori riprendono stasera alle 20 dal Comma 4 sull’audizione del Comitato di Bioetica.


