San Marino. Severini intervista il Segretario del PSD Luca Lazzari

GiornaleSM
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Luca Lazzari del PSD chiarisce il documento sull’ultimatum allo sviluppo: non è un preavviso di crisi, ma uno sprone concreto per accelerare riforme e crescita dopo la stabilizzazione post-crisi bancaria. L’Accordo con l’UE è un’opportunità chiave, ma richiede volontà politica pragmatica, idee utili da chiunque e capacità esecutiva immediata.

Sul settore dell’informazione, Lazzari insiste: lo Stato non deve imporre chi può informare, citando Einaudi. A San Marino servono investimenti in formazione e sostegno economico per testate indipendenti, incentivando l’ingresso in un sistema regolato con responsabilità per chi opera fuori e causa danni pubblici, in linea con gli standard europei.

Per il caso del gruppo bulgaro e l’arbitrato internazionale, difende la vigilanza: il trattato tutela solo investimenti leciti. San Marino deve emergere come Paese vigile, evitando speculazioni e rafforzando controlli con collaborazioni esterne come Banca d’Italia, superando i limiti del modello “in house”.

sui risparmi dal debito, prevede circa 10 milioni annui a regime di minori interessi dal 2026, vincolati da scelte politiche per investimenti strutturali, non spesa corrente, puntando al pareggio di bilancio.

Sull’Accordo UE, appoggia Beccari ma tutela le piccole imprese: transizione IVA graduale, assistenza concreta e semplificazioni, essenziale per il manifatturiero che già esporta in Europa, contro l’illusione di isolamento.

Sul caso abusi sui minori, chiede di colmare vulnera giuridici e informativi con meccanismi preventivi più attenti, valorizzando lo spirito comunitario.

Critica l’inefficienza del regolamento consiliare, da aggiornare per velocità senza ledere il confronto, rafforzando l’opposizione.

Propone San Marino come polo di mediazione internazionale, sfruttando neutralità e diplomazia ONU, con lettera a Sánchez.

Su fine vita, PSD pronto a confronto in Commissione Sanità per tutele condivise, senza tatticismi.

Dà un anno al Governo per risultati concreti prima delle elezioni; nega contatti con Repubblica Futura, difendendo equilibri passati.

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