Repubblica Futura torna all’attacco sulla legge sui titoli di debito pubblico, denunciando un eccessivo accentramento di poteri nelle mani del Congresso di Stato. Il movimento di opposizione sostiene che la normativa, presentata come intervento tecnico, sottrae al Consiglio Grande e Generale ogni potere di verifica preventiva sulle modalità di emissione del debito.
Secondo la forza politica, il Governo trasferisce al Congresso la piena discrezionalità su tempi, strumenti e caratteristiche del debito pubblico attraverso un semplice regolamento, eliminando il controllo parlamentare. Repubblica Futura critica inoltre una presunta contraddizione della maggioranza, che in aula ribadisce la necessità di monitorare la spesa pubblica, per poi approvare una legge che priva il Consiglio di ogni capacità di controllo.
Il movimento sottolinea come le delibere di spesa governativa continuino a crescere, mentre ai cittadini vengono richiesti sacrifici fiscali con riforme contestate in piazza. Repubblica Futura avverte che le decisioni odierne sulla gestione del debito avranno conseguenze dirette sulle finanze del Paese per i decenni a venire, e sostiene che il debito pubblico non può rimanere materia esclusiva dell’esecutivo, ma deve restare tema di responsabilità condivisa tra istituzioni.


